Scolmatore del Bisagno, la talpa “Dalia” comincia a scavare. Il Pd attacca: «Finora solo annunci». La maggioranza: “Commissione già prevista»

Partito lo scavo dei 6,5 km di galleria con la TBM arrivata alla Sciorba: l’assessore Giampedrone parla di “giornata importante” e di revisione contrattuale in dirittura d’arrivo. I dem Sanna e D’Angelo chiedono una commissione in cantiere, un cronoprogramma pubblico e “stop alle inaugurazioni simboliche”. Replica Bogliolo (Vince Liguria): “Il Pd è disinformato, la visita è già programmata e i lavori vanno avanti”

Sono iniziate le operazioni di scavo della galleria scolmatrice del Bisagno, il maxi-tunnel da 6,5 chilometri che dovrà portare a mare una parte delle piene del torrente, affiancando lo scolmatore del Fereggiano e gli interventi già realizzati sull’alveo. La TBM “Dalia”, la grande talpa meccanizzata lunga 110 metri e dal peso di 1.280 tonnellate, dopo l’assemblaggio nella camera di lancio alla Sciorba ha completato la posa dei primi otto conci prefabbricati in calcestruzzo armato (ognuno da 7,8 tonnellate), formando l’anello iniziale su cui i 21 martinetti idraulici possono spingere per l’avanzamento. Contestualmente sono partiti i sistemi di trasporto dello smarino, la pressurizzazione della camera di scavo e il ciclo continuo di scavo-rivestimento.

«È una giornata importante – ha detto l’assessore alla Difesa del suolo e soggetto attuatore del commissario Bucci, Giacomo Raul Giampedrone – perché ci porta più vicini alla messa in esercizio di un’infrastruttura idraulica fondamentale per Genova e per la Liguria». A regime, ha spiegato, la talpa potrà avanzare circa 20 metri al giorno fino allo sbocco in corso Italia. In parallelo “è in dirittura d’arrivo anche la revisione generale del contratto con l’Ati”, così da riallineare tempi e modalità con le imprese e accompagnare l’opera fino alla conclusione. Giampedrone ha anche ricordato che, dopo la sua audizione a Roma, i componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico saranno invitati a visitare il cantiere genovese, definito “uno dei più importanti a livello nazionale”.
















Proprio sul tema dei tempi e della trasparenza, però, è arrivato subito il fronte critico del Partito Democratico. Il capogruppo in Regione Armando Sanna, che ha chiesto una commissione itinerante sul cantiere, ha dichiarato:
«Quando ci sarà la commissione sul cantiere dello scolmatore del Bisagno, da me richiesta, si potrà fare realmente chiarezza sullo stato dei lavori. È arrivato il momento di vedere da vicino come sta procedendo il progetto e capire qual è lo stato di avanzamento. Si tratta di un’opera fondamentale sulla quale chiediamo certezze e chiarezza. Visto che anche l’ultimo taglio del nastro della giunta all’inizio di ottobre, che sanciva l’avvio della talpa, si è confermato l’ennesima farsa: la TBM sta iniziando a scavare solo in questi giorni».
Sulla stessa linea il consigliere regionale PD Simone D’Angelo:
«Sul Bisagno non possiamo più accontentarci di slogan e foto di rito. Dopo anni di annunci, ritardi e rinvii, è arrivato il momento della chiarezza totale. I genovesi hanno diritto di sapere quando quest’opera sarà completata. Bucci e Giampedrone devono presentare un cronoprogramma preciso, pubblico e verificabile. Non bastano le rassicurazioni di circostanza: ogni ritardo pesa sulla sicurezza dei cittadini».
La replica è arrivata dai banchi della maggioranza. Federico Bogliolo (Vince Liguria – Noi Moderati), presidente del Municipio Levante, ha definito il PD «disinformato e fuori tempo»:
«Il consigliere Sanna finge di non sapere che è stato lo stesso assessore Giampedrone, in audizione a Roma, a invitare la Commissione parlamentare a visitare il cantiere. Nonostante i gufi, i lavori procedono a ritmo serrato e l’avvio dello scavo con la TBM è un’ottima notizia per tutti i genovesi che vogliono vedere i fatti e non l’ennesima polemicuccia politica».
Il progetto dello scolmatore, dal valore di oltre 200 milioni di euro, prevede una galleria che dalla zona della Sciorba arriverà al mare in corso Italia, alleggerendo l’alveo del Bisagno nelle piene più intense. L’uso della TBM a scudo chiuso – variante migliorativa approvata nell’agosto 2023 – consente di scavare e posare i conci nello stesso tempo, riducendo i tempi e aumentando la sicurezza in galleria. Con l’entrata a regime del nuovo scolmatore, unita al già operativo Fereggiano e agli adeguamenti del Bisagno nel tratto terminale, Genova dovrebbe disporre di una rete sotterranea di difesa idraulica capace di aumentare sensibilmente il livello di protezione della città. Resta però da definire – come chiedono le opposizioni – il calendario preciso di completamento.
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